Paesello.

scritto da Giullare della morte
Scritto 23 ore fa • Pubblicato 12 ore fa • Revisionato 12 ore fa
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Autore del testo Giullare della morte

Testo: Paesello.
di Giullare della morte

Ritorno nel paesello, mancante da un bel po' di mesi, pensando che qualcosa sia cambiato, ma noto solo una vecchia che si sta cambiando il costume in spiaggia. Distolgo gli occhi dall'orrorifico cambio di costume per non far morire la speranza che, a dire la verità, è già in coma da un bel po' di anni.Tolgo gli occhi dalla "caduta di Berlino" anche perché c'è una crepa lunga e profonda, da qui all'infinito, che ornamenta lo stinto e smandruppato marciapiede del lungomare; quindi stai attento a non finirci dritto dritto e poi andare al pronto soccorso.Le macchine stridulmente mugghiano come vacche di metallo messe in fila sul nastro d'asfalto, rendendo, con i gas di scarico, ancora più bollente l'aria. Molte volte il traffico, che va già a rilento di suo, immancabile si stoppa, con gli spazientiti guidatori a bestemmiare a destra e a manca, ma desiderosi e sognanti di stare in prima fila al passaggio della Madonna del Carmelo per il prossimo anno.La corsia delle bici è quasi vuota, tanto che pare che le poche bici che ci passano ricordino un futuro da extraterrestri.I cani evitano di pisciare sulle rugginose e fallate ringhiere, intimoriti di strofinarci il cosino, e così i padroncini ricorrono a punture antirabbiche o antitetaniche, se non a mozzarglielo (dico il cosino).Passo per il polo trasporti e ho come l'impressione che l'Africa non disti così tanto. I binari della ferrovia sono arrugginiti e smunti, con la sterpaglia a crescerci beatamente e a formare una giungla in cui gozzovigliano pantegane e bacarozzi grati di vivere in quell'ambaradan di sterpaglie. E nel vederla stile giungla, ti viene da pensare che il detto "Tutte le strade portano a Roma" si sia letteralmente fermato alla stazione del paesello.Se Cristo decidesse di partire da Eboli, in cui non so da quanti secoli si è fermato, dovrebbe scendere a Monte San Biagio per venire a Terracina, e penso che tirerebbe dritto, non prima però di aver gettato la croce per sempre al Calcatore dal finestrino del treno.Un pronto soccorso che pare una macelleria ma più che disinfettata e igienizzata, e ahimè, se putacaso sei costretto ad andarci, conviene che saluti i parenti e gli amici perché potresti ritornare a casa non so in quale giorno, se non anno. I tempi di attesa in estate sono così lunghi che per avere una diagnosi hai bisogno di un'altra vita, lasciando come riscatto la vita presente nell'obitorio.Girello nel paesello con l'afa che la fa da padrona, decidendo di farmi un tuffetto rilassante e rinfrescante, ma non prima di farmi una terapeutica e allegra camminata sul bagnasciuga. Il rilassamento va a farsi benedire quando poggi i piedi sulla riva, più che butterata, di appuntita ghiaia, mandando accidenti a destra e a sinistra nel camminarci sopra. I fachiri su questo tratto ci starebbero da Dio.Mi tuffo veloce veloce e, chissà perché, la mente sfarfalla nel vedere delle belle e procaci ragazze in ammollo nel mare, desideroso che si avvicinino. A dire la verità, qualcosa di femminile si era avvicinato, ma era un assorbente usato proveniente da chissà quale foce.Girello nel paese e l'unica cosa che è cambiata è la data sui necrologi.
Paesello. testo di Giullare della morte
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